La qualità dell’aria in Europa continua a migliorare, grazie alla progressiva riduzione delle emissioni nei trasporti, nell’industria e nel riscaldamento domestico. Ma il quadro resta tutt’altro che uniforme: accanto ai segnali positivi, il nuovo Rapporto di valutazione sulla qualità dell’aria in Europa pubblicato dal Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus – il servizio di punta dell’Ue per l’osservazione della Terra – evidenzia aree dove l’inquinamento rimane persistente, a partire dalla Pianura Padana.
Il nuovo rapporto del Copernicus Atmosphere Monitoring Service si concentra sui principali inquinanti regolati dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria ambiente: ozono, biossido di azoto, particolato PM10 e PM2,5. L’andamento generale è incoraggiante, ma non cancella le criticità locali né gli episodi su larga scala che possono verificarsi quando alle emissioni si sommano condizioni meteorologiche sfavorevoli.
Dal 2015, nell’Unione europea, le emissioni di ossidi di zolfo e ossidi di azoto sono diminuite in media del 3-5% l’anno. Particolarmente rilevanti le riduzioni nell’industria, dove le emissioni di SOx sono calate del 59% e quelle di NOx del 39%, e nel trasporto su strada, che ha ridotto del 40% gli NOx e del 34% il PM2,5.










