Non è la prima volta che un investimento immobiliare di Jared Kushner nei Balcani si scontra con un muro di inchieste giudiziarie. Solo che questa volta, in Albania, a chiedere di fare luce su operazioni poco trasparenti e interessi privati – quelli di svariati imprenditori del Gofo e di oligarchi albanesi – ci sono anche migliaia di persone che da oltre un mese continuano a scendere in piazza.

Jared Kushner e Ivanka Trump sono i volti noti del progetto a Sazan, la piccola isola albansese piena di bunker militari dell’epoca comunista dove ora si progetta di costruire un resort di ultra lusso. Ma dietro le quinte si muovono molti altri personaggi, dagli interessi intrecciati. Nomi che tornano, figure che lasciano tracce senza però mai apparire chiaramente in scena. Operano nella foschia, mentre i Kushner-Trump catalizzano l’attenzione dei media e dei cortei che continuano ad attraversare l’Albania da cima a fondo.

Da oltre un mese gli albanesi scendono in piazza a protestare, gridando che il loro Paese non è in vendita. Le manifestazioni non hanno fatto che allargarsi, giorno dopo giorno. Tutto è cominciato nella regione di Valona, verso la laguna di Narta, quando sono state costruite delle recinzioni per delimitare i cantieri a Zvërnec e sono arrivati i bulldozer, pronti a costruire gli alberghi e gli appartamenti per i turisti. Poi le proteste hanno invaso anche Tirana, ampliando nel frattempo le loro ragioni. Ora chi scende in piazza non chiede più solo di fermare la svendita di una riserva naturale per i profitti di investitori stranieri, ma mette in discussione tutto il sistema che ha steso un tappeto rosso a Kushner e ai suoi associati. Accusano il governo di Edi Rama, primo ministro in carica da oltre una decade, di essersi lasciato corrompere, di aver cambiato le leggi appositamente per permettere a società estere di fare profitto. Nella storia della Flamingo Revolution non c’è solo Sazan, non c’è nemmeno solo l’Albania. Riguarda un nuovo mondo, dove la politica e gli affari economici sono funzionali l’una agli altri, dove gli interessi pubblici e i profitti privati si mescolano tra loro. I media internazionali spesso hanno raccontato questa vicenda “solamente” come una protesta ambientalista, una sorta di Davide e Golia in versione contemporanea: da una parte migliaia di albanesi che difendono la loro terra, una riserva naturale incontaminata che dà rifugio a centinaia di specie (tra cui appunto i fenicotteri, divenuti simbolo delle manifestazioni), dall’altra il potentissimo clan Kushner-Trump, con il suo progetto da un miliardo e mezzo di euro per costruire la vacanza da sogno per i super-ricchi.