L’afflusso di aria più fresca dopo l’ondata di calore accentua il contrasto termico, aumentando il rischio di temporali più intensi, grandinate e forti raffiche di vento.

L’eccezionale ondata di caldo che da quasi due settimane insiste sull’Italia sta per essere placata dall’arrivo di correnti atlantiche che porteranno aria più fresca ma aumenteranno anche il rischio di temporali più intensi e fenomeni estremi. Ai fenomeni convettivi tipici delle giornate più calde subentreranno infatti sistemi temporaleschi alimentati dal marcato contrasto termico tra la massa d'aria subtropicale presente sull'Italia e quella più fresca di origine atlantica.

Questa evoluzione segnerà il passaggio dai temporali di calore a carattere prevalentemente locale a fenomeni che, tra mercoledì 1 e venerdì 3 luglio, potranno assumere un’intensità maggiore, come grandinate e forti raffiche di vento. L’ingresso della perturbazione atlantica favorirà infatti un forte contrasto con la massa calda e umida accumulata nei giorni dell’ondata di calore, accentuando i moti verticali: l’aria calda sale rapidamente, il vapore acqueo condensa e libera energia che alimenta lo sviluppo dei cumulonembi, le nubi responsabili dei temporali più intensi. Perché il contrasto termico rende i temporali più violenti Le fasi di transizione tra un’ondata di calore e l’arrivo di aria più fresca sono tra quelle monitorate con maggiore attenzione dai servizi meteorologici, perché l’incontro tra masse d’aria molto calde e ricche di umidità con quelle più fredde aumenta significativamente il contrasto termico, rendendo più efficienti i moti convettivi nell’atmosfera.