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Francesca Gambarini

Parla Matteo Cosmi, ceo della storica catena che prova a uscire dalla crisi: «Dopo Mango un altro marchio entro l’estate e nuovi settori merceologici. In utile nel ‘27». CoinCasa traina il business. Al Mimit il confronto su occupazione e sicurezza

Il target è la famiglia media italiana. Il modello quello della piattaforma di brand. Il cambio decisivo sarà l’allargamento delle categorie in vendita, mentre le location restano i centri storici delle città. Sono i dettagli della fase esecutiva del piano di rilancio di Coin, entrata nel vivo all’inizio di giugno, con l’annuncio della partnership strategica con il brand spagnolo Mango, che prevede oltre 20 aperture entro fine 2027, a cui si aggiunge un maxi aumento di capitale da 30 milioni di euro. Nel frattempo, prosegue ai tavoli del Mimit il confronto con i sindacati: prossimo appuntamento, il 9 luglio. Quello di Coin, anche per il «peso» del marchio, è uno dei casi più seguiti degli ultimi mesi, tra gli oltre 70 tavoli di crisi (attivi e in monitoraggio) aperti al Mimit, da Electrolux a Beko, da Conbipel a Peg Perego. Coin è nella lista di quelli in monitoraggio, cioè dove l’emergenza è stata superata ma il ministero vigila per verificare il rispetto degli impegni. Al centro ci sono temi come il mantenimento dei livelli di occupazione — dopo la chiusura di alcune sedi storiche, come quelle di Cola di Rienzo a Roma e di Corso Vercelli a Milano —, la sicurezza e la salute dei lavoratori, tutti motivi che hanno guidato lo sciopero nazionale dei lavoratori del gruppo lo scorso 18 giugno.