Ia e sviluppo
Sergio Boccadutri
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Ogni tecnologia che cambia il mondo porta paure e problemi nuovi: la macchina a vapore, l’elettricità, l’automobile, internet. Ogni volta qualcuno ha temuto disastri, e ogni volta la società ha governato i rischi senza rinunciare ai vantaggi. L’intelligenza artificiale non fa eccezione. La domanda non è se regolarla, ma quando: prima di vederla all’opera, vietando ogni rischio immaginabile, o dopo, sui danni concreti man mano che emergono. È la differenza tra regolazione ex ante ed ex post, e l’Europa ha scelto la prima. Sembra prudente, ma costringe le imprese ad interpretare regole e divieti e crea una burocrazia che deve valutare caso per caso: un aumento di costi privati e spesa pubblica. La regolazione ex post non è assenza di regole: i rimedi arrivano quando c’è qualcosa da correggere. In molti casi poi, se un sistema discrimina o inganna, gli strumenti per punirlo esistono già: tutela del consumatore, responsabilità civile, concorrenza.
Le imprese ferme perché non sanno gestire le regole








