Becken Olivieri, 51 anni, arrestato sabato scorso dopo essersi consegnato ai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario per la morte della compagna Mary Elizabeth Hopkins, ha tentato il suicidio nella sua cella del carcere di Villa Armea, a Sanremo, dove è stato trasferito dopo il fermo. Il tempestivo intervento del personale penitenziario ha consentito di soccorrerlo e di disporne il trasferimento all’ospedale del capoluogo, dove si trova attualmente ricoverato nella camera detentiva dello Spdc, il servizio psichiatrico di diagnosi e cura. Olivieri era stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario dalla Procura di Imperia dopo essersi costituito ai carabinieri nel pomeriggio di sabato.

Ai militari aveva indicato l’abitazione di Ceriana, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita della compagna, confessando di averla soffocata con un cuscino. Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia, sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire ogni aspetto della vicenda. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori sviluppi, anche in relazione agli accertamenti medico-legali. Presto per parlare di femminicidio La procura della repubblica di Imperia (pubblico ministero Francesco Monaco) non contesta il femminicidio perché al momento mancherebbero, o comunque non vi sarebbero, prove certe dei requisiti chiave del reato introdotto nel dicembre 2025 nell’ordinamento italiano, ovvero i motivi di genere, odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio, oppure «in risposta al rifiuto della vittima di instaurare o mantenere una relazione». Secondo quanto ricostruito, sabato Olivieri si sarebbe recato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri per confessare l’omicidio della compagna. «Mi voglio costituire» avrebbe detto ai militari del piantone.