Una donazione di sangue dal cordone ombelicale di un neonato, avvenuta 16 anni fa, ha salvato la vita a una donna affetta da una grave forma di leucemia. Così, il semplice gesto di generosità di una neomamma, subito dopo il parto, avvenuto molti anni fa, oggi ha dato speranza a una paziente. È una storia, dunque, che parte da lontano. Andiamo con ordine.

Un'unità di sangue cordonale, raccolta e conservata nel 2010 grazie al gesto di solidarietà di una giovane mamma, è stato utilizzato per un trapianto di cellule staminali emopoietiche su una paziente adulta, colpita da una grave forma di leucemia e ricoverata in un centro trapianti italiano. La cessione del sangue è avvenuta attraverso la Banca cordonale della Regione Puglia attiva presso Casa sollievo della Sofferenza, l'ospedale voluto da San Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia), che è una delle 18 Banche pubbliche di sangue cordonale attive in Italia.

Per essere considerata idonea al trapianto, ogni unità viene analizzata per escludere malattie infettive e deve contenere un numero minimo elevato di cellule staminali. Con quest'ultimo intervento, salgono a 26 le unità salvavita cedute dalla banca dalla sua istituzione, avvenuta nel 2008, inviate, tra l'altro, anche negli Stati Uniti, in Francia, in Israele, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito e Spagna.