CONSELVE (PADOVA) - «Sabato mattina ho notato che le luci dell'appartamento del piano superiore della canonica erano sempre accese e la persiana della sua camera era ancora abbassata, mi sono insospettito, ho fatto uno squillo al cellulare di don Gianni e dato che non mi rispondeva, con un'altra persona abbiamo allertato l'arciprete di Conselve, che ora è anche parroco di Beolo». Sono le parole di Romano Puozzo, già assessore del Comune di Conselve, che abita a pochi metri dalla canonica, che è stato il primo a dare l'allarme, che poi ha avuto conferma con la morte per il caldo di don Gianni Masin, 84 anni, già parroco di Beolo, località di Conselve, dove il prete abitava da quasi trent'anni.
I soccorsi In pochi minuti davanti alla canonica è arrivato don Claudio Zuin, arciprete di Conselve, che da un paio di anni è anche titolare della parrocchia, dopo la rinuncia di don Masin, che comunque vi celebrava la messa, seppure senza più nessuna incombenza di carattere burocratico. «Purtroppo non si riusciva ad entrare perché nella parte interna della porta c'erano le chiavi inserite racconta don Claudio quindi abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco e anche i carabinieri e con loro siamo entrati in canonica. Saliti al piano superiore abbiamo trovato il corpo di don Gianni riverso a terra. Verificato che era ormai senza vita gli ho impartito la benedizione prima che le forze dell'ordine facessero tutti i rilievi». La causa Don Zuin aggiunge, che oltre alla luce accesa, nell'appartamento sono stati trovati anche un paio di ventilatori funzionanti: «Pare proprio che all'origine del malore del confratello sacerdote ci sia stato il caldo». La canonica del Beolo, che è posta accanto alla chiesa intitolata ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria, è stata costruita nei primi anni '50 del secolo scorso, non è coibentata e pur avendo alcuni pioppi cipressini accanto, è sicuramente molto calda ed era cosa nota il fatto che il sacerdote, che faceva una vita molto ritirata ed aveva una limitata socialità, tenesse le finestre quasi sempre chiuse. «Don Gianni, oltre alla messa domenicale in parrocchia al Beolo, veniva a celebrare anche in Duomo, l'ultima volta mercoledì scorso», aggiunge don Zuin. Il sacerdote aveva qualche piccolo acciacco, come ricorda ancora Romano Puozzo: «Un paio di anni fa era collassato durante la messa e lo avevamo subito soccorso, poi aveva fatto anche degli esami che avevano evidenziato qualche problema al cuore, ma certo il caldo penso pure io sia stato all'origine del malore fatale». La personalità Tra i parrocchiani, con molti dei quali i rapporti con il sacerdote erano stati anche problematici, per il carattere poco socievole di don Masin, la voce si è diffusa rapidamente, tra questi anche Luciano Sguotti, già sindaco di Conselve, che abita proprio al Beolo. «Era un uomo spigoloso, difficile nel generare simpatia e trasmettere una solarità di vita. Peraltro, era un fine ed apprezzato predicatore. Guai a me giudicarne l'operato e la vita. Quando vi era la raccolta della carta, era tra coloro che ne eliminava tantissima, segno del suo continuo immergersi nella lettura. Fine scrittore di poesia trasmetteva con essa il senso del Mistero. Le persone poi si esprimono anche con le loro letture». L'ex primo cittadino di Conselve aggiunge ancora: «Spulciando nella sua ricca raccolta di libri ne ho intraviste di assai recenti e significative della sua ricerca di uno "sguardo della e sulla Chiesa e sull'uomo moderno". Delle persone non si finisce mai di conoscerne i più profondi insegnamenti. Questi lo sono per lui, lo sono per noi tutti». Tutti riconoscono a don Gianni una finezza culturale che si esprimeva nelle omelie domenicali, frutto di uno studio continuo che lo ha accompagnato fino al giorno del decesso. Questo fatto è testimoniato anche dall'edicolante Amalia Bussolo di via Terrassa, dove don Masin era un abituale frequentatore: «Il sacerdote veniva quasi tutti i giorni ad acquistare anche più di un quotidiano o una rivista, era una persona schiva, sempre educato, ma di poche parole, ci diceva che amava leggere e studiare, soprattutto sulla carta e lo possiamo testimoniare nei tanti anni in cui si è servito per i suoi acquisti da noi».













