Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
C’è un’accelerazione evidente, quasi fisica, nel percorso di Agenda Urbana tra Cosenza e Rende. Un’accelerazione che non riguarda solo la programmazione 2021-2027, ma soprattutto il clima politico-istituzionale che si è ricreato tra le due città. Un clima che molti, non senza un pizzico di nostalgia, paragonano alla stagione d’oro degli anni Novanta, quando Giacomo Mancini e Sandro Principe — entrambi socialisti, entrambi protagonisti — seppero immaginare un’area urbana unita, moderna, capace di parlare con una sola voce. Allora si chiamava PISL, non Agenda Urbana, ma la logica era la stessa: visione condivisa, cooperazione, sviluppo.
Oggi Mancini non c’è più, ma a Cosenza c’è Franz Caruso, e a Rende è tornato proprio Principe, lo stesso di quella stagione. E la sensazione è che, dopo anni di distanza, diffidenze e pause, il filo si sia riannodato.
L’incontro tenutosi nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi per l’avviso “Promuovere lo sviluppo economico delle città di Cosenza e Rende – Aiuti alle imprese” ha rappresentato molto più di un passaggio tecnico. È stato il segnale politico che l’area urbana ha ripreso a muoversi come un unico organismo.












