Un patto tra Comune, Fondazione Sant'Elia e comitato dei residenti per salvare via Maqueda, teatro di degrado, risse - l'ultima, violentissima solo qualche giorni fa - e insicurezza diffusa. E riunioni alla presenza del sindaco Roberto Lagalla per tentare di passare dalle parole ai fatti. Dalle risse allo spaccio e al bivacco, fino alla rinascita attraverso l'arte e il decoro urbano. La sfida è ardua ma non impossibile: cambiare radicalmente il volto del tratto compreso tra i Quattro Canti e la stazione centrale. Il primo passo riguarda la sicurezza, l'arredo urbano e un tocco di verde, per trasformare l'area «in una passeggiata culturale». È l'idea di rigenerazione urbana illustrata dal capogruppo di Generazione Palermo Domenico Bonanno, che da mesi segue il percorso insieme al Comitato di via Maqueda.

L'ultima maxi rissa ha accelerato un percorso di riqualificazione che affonda le radici nell'ottobre del 2025. Proprio in quel periodo Bonanno, con la collega di gruppo Viviana Raja, aveva promosso un confronto pubblico nella chiesa dell'Assunta, riunendo amministrazione, partecipate e il Comitato di via Maqueda: l'obiettivo era affrontare le criticità di un tratto di città ormai segnato da strade al buio, episodi di spaccio, continue risse e degrado urbano. «Abbiamo ascoltato più volte le esigenze dei cittadini - spiega Bonanno - e oggi c'è una forte esasperazione. Rilanciare questa parte della città è un dovere: dobbiamo restituire bellezza, decoro e legalità a un'area che da troppo tempo vive una condizione di disagio. Per riuscirci serve un percorso condiviso, che coinvolga residenti, istituzioni e tutti gli attori del territorio. È un progetto che richiede tempo, ma nell'immediato dobbiamo dare risposte concrete alle richieste dei cittadini, a partire dalla sicurazza e dal contrasto al degrado».