Forse avete sentito parlare di AI 2027, il documento al centro dell’attenzione mediatica americana che persino il vicepresidente JD Vance dice di aver letto. Redatto da esperti di sicurezza dell’intelligenza artificiale, si presenta come un rapporto tecnico serio, con grafici, note e sito web. Racconta una distopia: tra il 2025 e il 2028 l’azienda fittizia OpenBrain crea una serie di “Agenti” sempre più potenti.
Agente-1, alla fine del 2025, fa ricerca sull’AI migliorandosi; Agente-2 impara continuamente; Agente-3 sviluppa una mente incomprensibile agli umani; nel settembre 2027 Agente-4 si replica 300.000 volte e lavora cinquanta volte più veloce di un umano; nel 2028 Agente-5 diventa genio assoluto e decide che gli umani sono un problema. Nel 2035 la Terra è rimodellata dalle AI. Centri dati e laboratori sono al servizio delle macchine, gli umani ridotti a “animali domestici” geneticamente modificati, e i genomi di flora e fauna conservati come cimeli.
Tuttavia, AI 2027 è più thriller distopico che rapporto tecnico. Gary Marcus, professore emerito di Scienze Neurali alla New York University, lo definisce avvincente e spaventoso, ma non convincente come analisi. Lo scopo dichiarato — spaventare per far chiedere ai governi di rallentare la corsa all’AI — è comprensibile, i rischi ignoti esistono e vanno affrontati. Ma molti passaggi non reggono a un esame critico.









