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In memoria delle vittime

UMBERTIDE A 82 anni dagli eccidi di Serra Partucci e Penetola, la comunità di Umbertide si è stretta ieri in un momento di profonda emozione e raccoglimento per ricordare le 17 vittime innocenti uccise dai nazisti nel giugno del 1944, rinnovando il proprio impegno a custodire la memoria. Alle cerimonie commemorative ha portato il suo saluto il sindaco Luca Carizia, presenti la vicesindaca Annalisa Mierla, assessori e consiglieri comunali, vertici e agenti della polizia. Al centro delle commemorazioni - ricorda il Comune - il tragico ricordo del 24 giugno 1944, quando cinque giovani furono trucidati dai tedeschi a Serra Partucci, e del 28 giugno 1944, quando 12 persone furono massacrate nel casolare di Penetola, poi incendiato. La mattina del 24 giugno 1944, in seguito al ferimento di un militare tedesco, un reparto germanico rastrellò la zona di Serra Partucci e fucilò sul posto cinque uomini: tre contadini, un sarto e uno studente, di età compresa tra i 17 e i 30 anni. Una lapide e cinque cipressi ricordano ancora oggi Natale Centovalli, Domenico Cernic, Bruno Ciribilli, Giuseppe Radicchi e Mario Radicchi. Quattro giorni dopo, il 28 giugno 1944, nel casolare di Penetola, le famiglie Forni (Canzio, Ezio, Edoardo) e Nencioni (Erminia, Ferruccio, Conforto, Eufemia, Milena), sfollate dal vicino abitato di Niccone, furono sterminate dai soldati di un battaglione della Wehrmacht, condotti sul posto da ignote delazioni. Nell’eccidio persero la vita anche quattro figli delle famiglie ospitanti, Avorio (Renato, Carlo, Antonio) e Luchetti (Guido), che conducevano a mezzadria il podere. Le celebrazioni si sono aperte a Serra Partucci con la messa officiata da don Gaetano Bonomi Boseggia.