Ottantadue anni dopo, il ricordo dei Quaranta Martiri continua a rappresentare uno dei momenti più intensi e significativi della memoria collettiva eugubina. La città si prepara infatti a commemorare l’anniversario dell’eccidio del 22 giugno 1944, quando quaranta cittadini furono uccisi dalle truppe nazifasciste in una delle pagine più dolorose della storia locale. Un sacrificio che nel tempo è diventato simbolo di libertà, dignità e resistenza civile, custodito dalla comunità come patrimonio identitario e monito per le nuove generazioni. Le celebrazioni prenderanno il via stasera alle 21 al Mausoleo dei Quaranta Martiri con una veglia di riflessione e preghiera presieduta dal vescovo, monsignor Luciano Paolucci Bedini. Alle 6.30, al Mausoleo, sarà celebrata la Santa Messa in ricordo dell’ora dell’eccidio, presieduta dallo stesso vescovo e concelebrata da don Fabricio Cellucci. Quindi, alle 9.30, autorità civili e militari, associazioni e cittadini si ritroveranno in piazza Quaranta Martiri per la partenza del corteo commemorativo. Il percorso toccherà il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, la stele dedicata ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale e l’edificio scolastico di via Perugina, luoghi simbolici nei quali saranno deposte le corone d’alloro prima dell’arrivo al Mausoleo. Alle 10.30 si terrà la celebrazione ufficiale, presieduta da don Mirko Orsini, vicario generale della Diocesi di Gubbio. Un appuntamento che ogni anno richiama la partecipazione della comunità e rinnova il valore della memoria come strumento di consapevolezza storica. In Comune ha invitato cittadini, esercenti e attività commerciali ad adottare comportamenti improntati alla sobrietà e al rispetto durante le commemorazioni. Un gesto simbolico per condividere il ricordo di una tragedia che continua a parlare al presente.
L’eccidio dei Quaranta Martiri. Celebrazioni per non dimenticare
Gubbio, è uno dei momenti più intensi e significativi della memoria collettiva eugubina






