Da Torino al Piemonte, per poi passare nel resto d’Italia, e da qui al mondo. Il tutto con gusto, freschezza ed eleganza, per una storia di successo del «made in Italy» senza precedenti. Perché MoleCola, la bevanda più in voga dal 2017, è un’iniziativa rivoluzionaria. «Non siamo qui per prendere tutte le quote di mercato, non stiamo facendo la guerra a nessuno», racconta Francesco Bianco, cofondatore del prodotto. Malgrado ciò «la cosa interessante è che abbiamo messo il piede in 45 Paesi nel mondo, che non è una cosa da poco». Un’espansione graduale ma non casuale, quella di MoleCola. L’esperimento tutto torinese nel 2015, poi quel «bel percorso di posizionamento», come lo definisce Bianco, a partire dal 2017, anno di commercializzazione vera e propria di un prodotto 100% italiano: quartier generale a Torino, zucchero di cooperative di Veneto ed Emilia-Romagna, estrazione e miscelazione degli aromi in Toscana, prodotti in lattina realizzati nel cuneese (Ormea) e quelli in bottiglia in provincia di Parma (Fidenza). Così MoleCola ha conquistato palato, tavole e banconi.

«La concentrazione maggiore è nel centro-nord Italia, in particolare nel nord-ovest», sottolinea il co-fondatore della Cola torino-piemontese. Il motore dell’azienda resta il settore horeca (alberghi, ristoranti bar), ma contemporaneamente «in parte anche della Lombardia, siamo presenti anche in grande distribuzione, anche se non è appunto il nostro core business». Questo permette a MoleCola di diventare la nuova cola degli italiani. La bevanda della Mole (la scelta del nome, Molecola, è un sapiente gioco di parole che coniuga territorialità alle proprietà chimiche del prodotto), si reinventa per i suoi 10 anni di presenza sul mercato con cinque nuove bottiglie: contenitori con puntini in basso e alto rilievo, scanalature orizzontali, oblique: la Bella Fuori Collection intende esplorare il rapporto tra design e percezione sensoriale, per un nuovo modo di intendere pause quotidiane e bollicine.