Il made in Italy è uno dei brand più riconoscibili al mondo, eppure molte aziende italiane faticano a trasformarlo in business strutturato sui mercati esteri. Beacon Srl, fondata a Milano nel 2012 da Riccardo Rabuffi, lavora esattamente su questo scarto: tra la reputazione del prodotto italiano e la sua effettiva penetrazione commerciale all’estero.

Il percorso di Rabuffi, classe 1985, non è quello del consulente cresciuto in azienda. Laureato in Politiche e relazioni internazionali, con un corso post-laurea in Cooperazione internazionale, ha lavorato come country manager in Ghana per un’azienda italiana di import-export. Un’esperienza che gli lascia il segno e gli fa incontrare Lorenzo Massucchielli, futuro socio di Beacon, all’epoca impegnato con la Croce Rossa in Congo. Un legame nato lontano dall’Italia che diventa, di ritorno, il nucleo di un progetto imprenditoriale. Beacon nasce come società ponte tra mondi diversi e approda al food & beverage con una convinzione precisa: che in Italia, in questo comparto, l’internazionalizzazione mancasse quasi del tutto come cultura, prima ancora che come pratica.

«Internazionalizzare significa seminare in paesi esteri per raccogliere i risultati nel tempo», ha detto Rabuffi. “Non significa semplicemente vendere: significa raccontare, portare il proprio prodotto e la propria cultura oltre il confine nazionale, creare legami, fidelizzare”. Una definizione che esclude la logica dell’evento isolato e chiama in causa qualcosa di più lento, ragionato e strutturale.