Conserve vegetaliL’Italia rimane leader globale ma nel 2025 ha perso l’8% del fatturato esterodi Silvia Marzialetti26 maggio 2026Fare quadrato attorno al comparto e rilanciare l’export del pomodoro da industria (in calo per la prima volta dopo dieci anni), difendendolo da attacchi esterni e combattendo la concorrenza sleale. Rafforzandone – in una parola – la reputazione che passa attraverso il made in Italy. È lo spirito con cui Aldo Rodolfi, nuovo presidente Anicav, la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione di pomodoro al mondo, si accinge a traghettare il settore per i prossimi quattro anni.L’imprenditore che guida l’azienda di famiglia Rodolfi Mansueto, la più antica tra le aziende associate ad Anicav, è stato eletto nel corso dell’assemblea annuale dei soci, che si è svolta ieri a Roma. Il tema della reciprocità sui controlli – leitmotiv del comparto – per scardinare la concorrenza sleale di Paesi esteri che immettono sul mercato europeo prodotti al di sotto dei nostri standard qualitativi (su tutti Cina e più recentemente Egitto) e rincaro dei costi dovuto al caos geopolitico, sono i nodi nevralgici del comparto, con cui dovrà vedersela il neo-presidente.Aldo Rodolfi, nuovo presidnete AnicavIl caro-energia rappresenta una spina nel fianco. «Il nostro è un settore energivoro e i competitor spagnoli e portoghesi lavorano con costi che rappresentano un quarto dei nostri». Con la guerra in Iran e la crisi di Hormuz, si stanno pericolosamente riconfigurando le condizioni per arrivare a costi in bolletta stratosferici, come nel 2022. «Siamo ancora molto lontani da questi picchi – dice – ma dall’anno scorso sono certamente raddoppiati».La filiera del pomodoro da industria rappresenta uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano con un fatturato complessivo, nel 2025, di circa 5,2 miliardi di euro. Aggiungendo anche i legumi (1,2 miliardi) il totale arriva a 6,4 miliardi di euro. Oltre il 50% delle produzioni è destinato all’esportazione verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) e Usa, Giappone, Australia. La quota di mercato export vale 3,5 miliardi di euro: 2,8 miliardi per il pomodoro e 0,7 miliardi per i legumi.Il calo di esportazioni registrato l’anno scorso si sente soprattutto sui valori (-8%), ma anche sui volumi (-2%) rispetto al 2024. Anche l’impatto occupazionale è rilevante, con circa 10mila lavoratori fissi e 25mila stagionali oltre all’indotto. L’elezione del neo-presidente avviene in una fase di ripresa del dialogo industria-parte agricola nel Bacino Centro-Sud, per arrivare a una definizione del contratto che definirà il prezzo del prodotto per la prossima campagna agricola (già chiuso quello per il bacino del Nord è già chiuso).