Primo mese a 1 €
La Gdf aveva trovato un patrimonio di cui il conducente dell’auto non poteva dimostrare la provenienza Ora il no definitivo a restituirgli tutti i preziosi oggetti
VENIANO (Como) Il 21 febbraio, quando Ivan Salvador Izzo, italiano di 34 anni residente a Coldrerio, era stato fermato per un controllo dalla Gdf di Olgiate Comasco, nel baule della Mercedes aveva un patrimonio. A partire da 60 orologi di marca non nuovi – Rolex, Patek Philippe, Vacheron Constantin, Jaeger LeCoultre – oltre a tre bracciali Cartier in oro con zaffiri, due lingotti d’oro e 21mila euro in contanti. Cittadino Aire, attivo nel settore del commercio di oro e beni di lusso in Canton Ticino, era andato incontro al sequestro probatorio di tutti i beni ed era stato indagato con l’ipotesi di ricettazione, in quanto privo di documentazione che attestasse la provenienza di tutto ciò che gli era stato trovato. Izzo aveva "chiarito che non aveva in quel momento la possibilità di recuperare tutta la documentazione in suo possesso", come ha successivamente precisato il suo avvocato nel presentare ricorso. Ma in sede di Riesame, un mese dopo a Como, i giudici gli avevano restituito i 21mila euro ma non orologi, oro e bracciali, per cui l’indagato ha ulteriormente proposto ricorso in Cassazione. Ma anche da Roma, è arrivato un rigetto, stabilendo la necessità di portare avanti "accertamenti tecnici per verificare caratteristiche dei beni ed eventuali corrispondenze con beni sottratti illecitamente", sottolineando inoltre le circostanze che radicano la correttezza di tale sequestro, già ribadite dal Riesame di Como: "La qualità e quantità dei beni, la mancanza di documentazione a giustificazione del possesso di beni di elevatissimo valore, le modalità di occultamento, la natura dei beni rinvenuti, usati e non nuovi, la irrilevanza e genericità della documentazione allegata dalla difesa, e la direzione investigativa intrapresa proprio al fine di comprendere se i beni in questione, in possesso del ricorrente, fossero provento di furto o contraffazione". Paola Pioppi










