Nasce la Rete delle politiche abitative dell’area metropolitana, una alleanza tra Comuni e istituzioni locali per affrontare le sfide dell’abitare nel territorio milanese, tra le polemiche dei sindacati che lamentano l’esclusione dal tavolo. "I nostri sindacati inquilini hanno a che fare tutti i giorni con le famiglie che vengono sfrattate o sono in attesa dell’assegnazione di una casa popolare. E allora perché Palazzo Marino ci ha ignorati?", attacca il segretario generale della Cisl di Milano, Giovanni Abimelech.
Il tavolo tecnico di lavoro, già previsto dal protocollo d’intesa del 2023, si occuperà di individuare linee di azione condivise volte ad affrontare problematiche comuni in ambito metropolitano e a sostenere i nuclei familiari in condizioni di fragilità abitativa attraverso percorsi di accompagnamento e la promozione di buone pratiche.
"Apprendiamo da un comunicato stampa che il Comune di Milano ha firmato un accordo con Città Metropolitana e gli enti capofila degli ambiti territoriali – sottolinea Abimelech –. Ogni iniziativa che va nella direzione di affrontare il grave problema dell’emergenza casa è apprezzabile, ma ancora una volta dobbiamo prendere atto che il sindacato confederale non è stato coinvolto. Eppure Cgil, Cisl e Uil e i loro sindacati degli inquilini avrebbero molte cose da dire su questo tema e anche diverse proposte concrete da avanzare. Le conosciamo bene le difficoltà dei lavoratori e delle lavoratrici – conclude – che non riescono a vivere a Milano perché la città è troppo cara e gli affitti sono insostenibili".







