Rimini, 29 giugno 2026 – Ogni sabato notte, mentre migliaia di ragazzi entrano in discoteca per divertirsi, c’è un’altra squadra che varca gli stessi cancelli con uno scopo completamente diverso. Non cerca la pista, il dj o il bancone del bar. Cerca di essere pronta quando qualcosa va storto. È lì, nel momento in cui la festa rischia di trasformarsi in emergenza, che inizia il lavoro invisibile dei soccorritori. Ce n’è bisogno. Lo abbiamo raccontato anche nei giorni scorsi: l’Sos giovani, legato al’uso di alcol, droga e violenza in genere, non si placa. Abbiamo anche scritto che ad oltre mezzo milioni di minorenni capita di finire nel vortice del binge drinking, che non vuol dire altro che abbuffata alcolica.
A bordo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza
Per una sera abbiamo lasciato anche noi la pista da ballo per salire a bordo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza del Comprensorio del Rubicone. Sei volontari e un infermiere, un turno che inizia alle 22.30 e termina all’alba, fuori dalle discoteche della Riviera. Alla partenza, dalla sede di Savignano, nulla è lasciato al caso. I soccorritori controllano defibrillatore, ossigeno e tutta la strumentazione sanitaria, indossano giacche catarifrangenti e scarpe antinfortunistiche: un rituale che si ripete ogni fine settimana. I più esperti conoscono già quello che potrebbe attenderli, i più giovani cercano di immaginarselo. Con l’ambulanza parte anche un’auto di supporto, pronta a intervenire se il mezzo dovesse accompagnare qualcuno in ospedale.









