TREVISO - Girano con un camper per la zona rossa per intercettare i ragazzi in situazioni di disagio o isolamento. Con l’obiettivo di offrire loro un punto di incontro dove essere se stessi, fare amicizia e divertirsi. Sono un punto di riferimento, tanto che i ragazzi, quando non li vedono, chiedono di loro. E così contribuiscono a tenere quei giovani fuori dai guai, occupando il loro tempo con attività più sane e costruttive (giochi, attività sportive, ricreative, musicali e tanto altro). Sono gli operatori di strada del progetto Sconfinamenti, iniziativa di rete avviata nel 2022 che coinvolge 18 partner tra enti pubblici e del terzo settore andando ad agire direttamente sul fenomeno del disagio giovanile emergente negli anni post pandemia. Sostenuto dall’Agenzia per la coesione territoriale e finanziato nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione, il progetto, che ha come capofila Volontarinsieme, ha coinvolto oltre 500 ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni in attività sportive, laboratori teatrali, esperienze artistiche e percorsi di volontariato, con l’obiettivo di contrastare la marginalità e le povertà educative, nei comuni di Casale sul Sile, Casier, Silea e Treviso (quest’ultimo inglobato successivamente).
Zona rossa, i volontari con il camper: «Agganciati 500 giovani. Li lasciamo liberi di esprimersi, di tirare fuori il loro disagio»
TREVISO - Girano con un camper per la zona rossa per intercettare i ragazzi in situazioni di disagio o isolamento. Con l’obiettivo di offrire loro un punto di incontro dove essere se...







