La strada è divisa in due. Letteralmente. Il terremoto di quattro giorni fa ha aperto l'asfalto, lasciando profonde crepe sul lungomare invaso dai detriti delle centinaia di edifici collassati al suolo. Da tranquilla cittadina sul mare, La Guaira si è trasformata nel simbolo della tragedia venezuelana. Quel che resta dei condomini e degli hotel, con i nomi che rievocano la quiete delle onde e paradisi caraibici, sono le insegne distrutte o, nel peggiore dei casi, ammassi di acciaio e muratura. Ma ora, a complicare una situazione che si fa di giorno in giorno più disperata, scatta anche l'allarme sciacalli.
Come gli zamuri - i rapaci tipici del Venezuela - banchettano tra i rifiuti a bordo strada, così i malviventi scavano tra le macerie facendo razzia di ogni cosa, dai vestiti fino alle cassette di sicurezza. "Spesso si spacciano per volontari o soccorritori, in modo da poter entrare nelle zone transennate - raccontano in città - Non sono attivi soltanto la notte, dove andare in giro è pericolosissimo, ma anche durante il giorno, alla luce del sole".
L'obiettivo principale sono ovviamente i quartieri più poveri, dove i residenti non hanno la possibilità di assoldare guardie private. E così sono loro stessi a vigilare quel che resta delle loro case, seduti su sedie di fortuna in attesa che qualcuno venga ad aiutarli. "Qualche giorno fa alcune persone sono venute in moto qui e sono entrate nelle nostre abitazioni - racconta una signora a Catia La Mar, una delle aree più colpite della città -. Quando ci siamo avvicinati li abbiamo trovati che stavano addirittura provandosi alcuni vestiti trovati all'interno degli appartamenti. Mi chiedo come sia possibile approfittare di una tragedia simile per ottenere guadagni personali". Nel mirino dei saccheggiatori ci sono anche i negozi distrutti o danneggiati dal sisma. Lungo la strada sono tutti chiusi, ma all'esterno non è raro incontrare agenti di sorveglianza armata.











