Il segretario di Italia viva non ha rinunciato alla polemica ma ha augurato felicità ai due sposi friulani di FdI e della Lega
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Mentre i tradizionali cortei del Pride si dividono tra rivendicazioni e polemiche geopolitiche, nel cuore del Friuli Venezia Giulia si è svolto un evento di alta portata per il significato. Alessandro Basso, sindaco di Pordenone ed esponente di Fratelli d'Italia, e Loris Biazzo, leghista e primo cittadino di Carlino, comune in provincia di Udine, si sono uniti civilmente. In questo caso non è solo di una scelta privata, perché i due sposi sono stati capaci di superare in un solo colpo i preconcetti ideologici sui diritti civili. Anche in questo la destra è arrivata prima della sinistra, così com’è spesso accaduto negli ultimi anni.Oltre seicento gli invitati presenti, tra cui spiccavano figure di primo piano come il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il fratello Alessandro Ciriani, europarlamentare. La presenza di importanti personalità della destra dimostra come l'evento sia stato vissuto come la naturale espressione della libertà individuale all'interno di una coalizione in profonda evoluzione. “A differenza del Pride che si ferma per un raggio di sole e di troppo, qui nel nord-est di Pasolini, vediamo la libertà vera. Qui non servono striscioni pro Pal, qui si parla di felicità e libertà”, ha dichiarato il direttore de il Giornale Tommaso Cerno, che proprio in Friuli, quattro anni fa, si è unito civilmente a Stefano Balloch.











