C'era stato un tempo in cui i Minions erano soltanto gli scagnozzi pasticcioni e incomprensibili di un aspirante supercattivo. Oggi quelle stesse creature gialle incarnano uno dei marchi più poderosi nella storia dell'animazione, capace di superare 5,6 miliardi di dollari di incasso globale per Illumination e Universal Pictures.

Ma il vero prodigio di questo fenomeno non risiede solo nei numeri, bensì nella sua sorprendente evoluzione narrativa ed estetica. L'apice di questa metamorfosi approderà in sala il 1° luglio 2026 con Minions & Monsters, nuovo capitolo che, nato come spin-off di Cattivissimo me, si configura come una dichiarazione d'amore alla storia del grande schermo.

A firmarlo è Pierre Coffin, l'artefice che ha contribuito a definire l'identità della saga dirigendo i precedenti episodi e continuando a prestare la voce all'intero esercito giallo: per lui sarà il debutto come regista unico di un lungometraggio del franchise.

Il segreto della longevità dei Minions risiede nella loro natura comica intrinseca. Portatori di un umorismo caotico, slapstick e fondato su un linguaggio nonsense, sono i perfetti eredi moderni delle star del cinema muto.

Non a caso, Minions & Monsters li proietta nella Hollywood degli anni Venti, epoca d'oro in cui si consolidava il sistema degli studios e si affrontava il delicato passaggio dal muto al sonoro. La trama — i Minions conquistano Hollywood, poi perdono tutto e finiscono per scatenare involontariamente mostri nel mondo — diventa il grimaldello per un'operazione metacinematografica.