SPIELBERG. Un mese fa in Canada George Russell si era definito «perseguitato dalla sfortuna», chissà se dopo il Gran premio d’Austria l’inglese della Mercedes ha cambiato idea: la ruota gira, se già a Barcellona il ritiro del compagno di squadra Kimi Antonelli (che l’aveva appena sorpassato) a tre giri dalla fine gli aveva dato una bella mano, qui a Spielberg l’algido George ha pescato il jolly. Prima il sangue freddo nella fase decisiva delle qualifiche, quando ha completato il giro veloce sotto bandiera gialla conquistando una pole controversa, mentre il leader del Mondiale aveva rinunciato all’ultimo tentativo alzando il piede dove si era schiantato Max Verstappen. Poi, durante il Gp, Russell l’ha scampata un paio di volte, quando è stata decisa la virtual safety-car per colpa delle Willams (Carlos Sainz fermo sul rettilineo e successivamente il paletto all’interno di curva 3 abbattuto da Alexander Albon), in entrambe le occasioni Antonelli aveva appena effettuato il pit-stop. E così Russell conquista la seconda vittoria stagionale, la settima della carriera. «Stai calmo», ha detto ieri via radio nel momento della pole: non saliva sul gradino più alto del podio dal primo Gp del 2026 a Melbourne, chissà se questo successo è sufficiente a tranquillizzare lui per primo. «Ben fatto», si è complimentato subito il team principal Toto Wolff. Red Bull trasformata Alle spalle di Russell si è piazzato Max Verstappen, grande sulla Red Bull aggiornata – 7 kg in meno - e chissà come sarebbe andata senza il grave errore in qualifica. Meno di due secondi a separarli sul traguardo, con Antonelli negli scarichi di Super Max: Kimi per gran parte della gara è stato il più veloce, ma ha pagato la quarta posizione al via e problemi ai freni nella parte iniziale, che gli sono costati diversi «lunghi» e il sorpasso subìto dal Verstappen mentre lottava con Charles Leclerc. Il podio gli consente di limitare i danni, perdendo solo un punto di vantaggio sul secondo in classifica: dal +41 su Lewis Hamilton è passato al +40 sul compagno di squadra. A proposito dei ferraristi, gara da dimenticare per entrambi: il monegasco, infilato al via da Lewis, partiva secondo ed è arrivato addirittura ottavo a 45 secondi dalla Mercedes, il sette volte campione del mondo si è dovuto accontentare della quinta piazza, alle spalle anche della McLaren di Oscar Piastri. La Rossa ha pagato un chiaro deficit di potenza, nonostante il propulsore aggiornato con il primo gettone Aduo, oltre che – nel caso del numero 44 – anche una strategia cervellotica, con la seconda sosta per montare le soft durante la virtual safety-car che non ha portato vantaggi. Anzi. George: “Mi sono ricordato di cosa so fare” «Sono felice di tornare qui – ha detto Russell salendo sul podio -, non mi capitava da tempo. Complimenti a Max e a Kimi, che è stato incredibilmente veloce come per tutta la stagione». L’inglese ha accorciato le distanze rispetto alla vetta, ritrovando parecchia fiducia: «Le gare difficili ti mettono alla prova a livello psicologico, le ultime due sono state vitali per ricordarmi quello che posso fare. Non vedo l’ora di andare a Silverstone domenica prossima». Anche Antonelli spera di voltare pagina in fretta, piuttosto deluso e con qualche rimpianto per l’avvio di gara: «Sono stato troppo entusiasta all’inizio, non ho guidato bene – così il 19enne italiano in testa alla classifica -, dopo aver cambiato gomme sono riuscito a resettare e il passo era buono, peccato essere entrato troppo tardi alla festa». Sarà per la prossima volta.