L’ondata di caldo del 2003 è stata la peggiore mai registrata in Europa. I numeri di questo giugno si stanno avvicinando a quei livelli. Nel 2003 il numero di morti per il caldo era arrivato a 20.000, solo in Italia.

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Venezia, piazza San Marco. C’è un uomo che guarda tre turisti. Sono tutti vestiti da astronauti. Hanno la bandiera degli Stati Uniti appuntata sul braccio ma c’è qualcosa di strano nelle loro tute spaziali. Invece di un sistema di respirazione, c’è un impianto di aria condizionata portatile. La vignetta apparsa il 18 giugno sul The Economist accompagna un articolo dal titolo molto chiaro: “Gli europei dovrebbero imparare ad amare l’aria condizionata”. Negli ultimi giorni il caldo sta diventando sempre più difficile da sopportare, soprattutto nei grandi centri. Eppure la maggior parte delle case nell’Unione Europea non sono attrezzate ad affrontarlo. Secondo i dati raccolti da Politico, solo il 20% delle famiglie in Europa ha un impianto di condizionamento in casa: negli Stati Uniti si arriva tranquillamente al 90%. Certo, poi bisognerebbe valutare l’impatto sul cambiamento climatico di tutti questi consumi.

L’aria condizionata è solo uno dei punti che stiamo leggendo nelle analisi di questi giorni. Analisi che non guardano solo ai dati dei termometri o a come cambieranno le nostre estati ma anche a quali saranno gli effetti di questa ondata di caldo sulla popolazione. Il paragone sta emergendo sempre è quello con l'estate del 2003. Così Massimiliano Pasqui ha spiegato al Corriere della Sera: “Per l’Europa occidentale ha rappresentato l’estate più calda, con tre mesi straordinari che ancora resistono in testa alla classifica. Ma questo giugno 2026 ha buone chance per scalzare il primato”. Cosa è successo nell’estate del 2003: i dati sull'ultima ondata di caldo Dal 2003 sono passati 23 anni. Parliamo dell’estate più calda registrata in Europa dal 1540. E questo perché è difficile risalire a registrazioni degli anni precedenti. La temperatura più alta in quell’estate è stata registrata a Amareleja, Portogallo. È stata di 47,3° C. Ma il dato che preoccupa di più è un altro. Secondo diverse stime in quell’estate sono stati registrati circa 70.000 morti legati alle temperature eccessive. E l’Italia ha contribuito per buona parte a questo conteggio. Lo ha confermato anche l'agenzia delle Nazioni Unite dedicata ai disastri naturali: tra il luglio e il settembre del 2003 in Italia sono morte 20.000 persone in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con il cambiamento climatico e l'aumento medio delle temperature, queste ondate di caldo diventeranno più forti e più frequenti. Lo ha spiegato anche Mario Tozzi a Fanpage.it: "Ormai possiamo fare poco".