BELLUNO - L’orso alle porte della provincia di Belluno. E più in generale del Veneto. Dopo il lupo, un grande predatore varca le nostre foreste senza che vi sia un piano che permetta di monitorarne scientificamente la presenza, anticiparne gli spostamenti, prevederne il comportamento: è questa la considerazione che il biologo esperto di gestione della fauna selvatica Renato Semenzato fa alla luce dei nuovi avvistamenti, soffermandosi sulla definizione di monitoraggio e distinguendola dalle osservazioni finora portate avanti senza un apparente visione d’insieme.

Gli spostamenti Da Busche a Enego, passando per le visite annuali negli apiari di mezza provincia, secondo il professore, il plantigrado potrebbe scegliere proprio le vaste foreste del Veneto come futura area da colonizzare. Non si tratta di allarmismo, ma di una considerazione scientifica legata al ritorno dei grandi predatori su tutto l’arco alpino, fenomeno già osservato con il ritorno del lupo. E se la sua presenza stanziale in Trentino Alto-Adige sta diventando problematica, specie come conseguenza del caso dell’uccisione di Andrea Papi, la capacità di spostamento di questa specie trasforma le distanze dalla Val di Sole in un parametro di sicurezza da non considerare.