“Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Israele, Gideon Sàar, dopo che Tel Aviv, su sua proposta, ha approvato all’unanimità il riconoscimento del genocidio armeno avvenuto negli ultimi anni dell’Impero ottomano. “Sostengo il riconoscimento del genocidio armeno”, aveva detto alla vigilia il premier israeliano, Benyamin Netanyahu.
“Ringrazio il primo ministro Netanyahu per il sostegno e i ministri del governo per il loro appoggio unanime all’approvazione della proposta di risoluzione da me promossa per il riconoscimento da parte di Israele del genocidio armeno – ha scritto il ministro su X – In questo modo Israele si unisce alle 32 nazioni che hanno adempiuto al proprio dovere morale riconoscendo la verità storica e respingendo i tentativi di negarla”.
La decisione, secondo l’ufficio dello stesso Sàar, è destinata a suscitare la reazione della Turchia, da sempre contraria a definire i massacri avvenuti tra il 1915 e il 1923 come genocidio. La questione è al centro di un lungo contenzioso internazionale: gli armeni chiedono da decenni il riconoscimento delle uccisioni e deportazioni che avrebbero causato circa 1,5 milioni di morti, mentre Ankara respinge con forza questa ricostruzione storica.










