Un santuario dell'orrore che sarebbe dovuto essere il luogo di salvezza per centinaia di cani condannati all'eutanasia. A Fortuna, in California, squadre speciali sono al lavoro al Miranda's Rescue, un rifugio "no kill", ovvero dove venivano portati gli animali condannati all'eutanasia nei canili pubblici, che però hanno subito una sorte ben peggiore. Sono centinaia i cadaveri che stanno emergendo durante l'operazione delle forze dell'ordine che hanno identificato, ad ora, due fosse da cui sono emersi 117 resti, 21 crani, centinaia di ossa e sei microchip.

Il bilancio attuale risale al 25 giugno 2026, quando la Divisione Crimini Maggiori dell'Ufficio dello Sceriffo della Contea di Humboldt ha completato una seconda operazione di perquisizione. Il mandato autorizzava gli agenti a perquisire i terreni e gli edifici associati a Miranda's Rescue e alla proprietaria, Shannon Miranda, alla ricerca di prove relative a maltrattamenti sugli animali e frode, incluso lo scavo nei campi alla ricerca di prove della presenza di cani deceduti che si riteneva fossero sepolti in fosse comuni. Tutto ha inizio grazie alle segnalazioni di un'attivista che per quasi vent'anni ha ritenuto la struttura un lager e non certo quel "paradiso" per animali che veniva pubblicizzato. Jennifer Raymond era infatti convinta che qualcosa di orribile accadesse al Miranda's Rescue, ma le sue ripetute richieste alle autorità di indagare sul rifugio per animali della California settentrionale, secondo quanto sta dichiarando ai media Usa, sono sempre cadute nel vuoto.