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«Credo e spero che una squadra africana vinca la Coppa del Mondo quest’anno o nei prossimi anni. Credo che sia solo questione di tempo». A dirlo è il ct della Repubblica Democratica del Congo, il francese Sebastien Desabre, che da 15 anni lavora in Africa e ha seguito tutta la crescita del movimento nel continente, confermata da questi mondiali allargati a 48 squadre. Se la sorpresa Capo Verde si è conquistata l’attenzione degli appassionati, assicurandosi la sfida ai 16/i contro l’Argentina di Lionel Messi, spicca comunque l’impresa complessiva del continente, con ben nove qualificate su dieci alla fase a eliminazione diretta. Unica eccezione è la Tunisia - eliminata dopo tre sconfitte consecutive e con ben 12 reti subite -, mentre alcune sono riuscite ad ottenere il secondo posto nel loro girone (Sudafrica, Marocco, Costa d’Avorio, Egitto e Capoverde) e le altre sono rientrate tra le otto migliori terze (Congo, Ghana, Algeria e Senegal).
Per la prima volta in questa edizione allargata, l’Africa ha avuto così tanti posti a disposizione (nel 2022 erano stati solo cinque) ma ha dimostrato di meritarseli. «Lavoro nel continente africano da 15 anni. Vedo federazioni sempre più organizzate, allenatori che migliorano e giocatori che crescono: l’Africa continua a progredire - afferma Desabre -. Questo progresso non si fermerà, perché c'è ancora margine di miglioramento». «E' stata dimostrata la qualità del calcio africano - afferma la stella algerina, Riyad Mahrez, che a 35 anni ha segnato i suoi primi gol in un mondiale affrontando l'Austria -. Quando vedi nove squadre su dieci passare al turno successivo nel torneo più importante, significa molto». Il Marocco è stato la prima squadra africana a raggiungere le semifinali, in Qatar, e si è dimostrato fonte di ispirazione per le altre squadre del continente. I Leoni dell’Atlante affronteranno ai sedicesimi l’Olanda ma non hanno certo intenzione di fermarsi: «Dobbiamo credere in questo obiettivo, in questo traguardo - afferma il ct, Mohamed Ouahbi, riferendosi al bersaglio grosso -. Il Marocco è entrato in una nuova dimensione. I giocatori, i tifosi credono nella loro squadra e i nostri avversari la rispettano».











