Parla il coinquilino del killer che ha sterminato la famiglia a Casalotti, nella periferia ovest di Roma. Racconta di aver iniziato a convivere con l’uomo circa sei mesi prima degli eventi. Nella comunità bengalese di Roma si diceva che fosse fidanzato con la moglie di Kamal, ma non c’erano prove. Solo il vederli spesso insieme. Il ventottenne Ali Ahamad ha raccontato che da almeno tre giorni non vedeva Shahadat. “Non ci volevo credere”, ha detto.

Il racconto del coinquilino del killer

Il rapporto con la moglie di Kamal

Chi è il killer?

Il racconto del coinquilino del killerAli Ahamad, un fruttivendolo di 28 anni, abitava da circa sei mesi con Shahadat Hossain. L’uomo è ricercato dalla polizia per il triplice omicidio della famiglia nella periferia romana. Racconta che in apparenza sembrava una persona tranquilla e che il gesto gli suona del tutto inaspettato. Quando il suo datore di lavoro gli ha raccontato cosa era accaduto, ha detto: “Non ci volevo credere”.Racconta che da tempo nella comunità bengalese di Roma si diceva che Shahadat fosse fidanzato con la moglie di Kamal. “Non ho le prove, ma li vedevo sempre insieme”, aggiunge.ANSAI due uomini non si conoscevano molto. Abitavano insieme da circa sei mesi ed era stato proprio Kamal ad aiutarlo a trovare casa. “Aveva chiamato il mio capo dicendogli che un suo amico aveva bisogno di un posto letto. Così è venuto da noi”, ha spiegato.Il rapporto con la moglie di KamalNell’intervista a Repubblica, il giovane fruttivendolo si sofferma su quella diceria “senza prove” che serpeggiava nella comunità bengalese romana.“Tutti nella nostra comunità dicevano che erano fidanzati“, racconta. Qualcuno, sempre secondo queste dicerie, sosteneva che fossero fidanzati già in Bangladesh. Anche il fruttivendolo conferma di averli visti spesso insieme.