Certe settimane si leggono meglio a ritroso, risalendo la corrente invece di lasciarsi portare. Questa è una di quelle: quattro città — Spoleto, Ostia, Firenze, Milano — e un'unica rotta, dall'ultima sera fino alla prima, come si sfoglia un album partendo dall'ultima pagina. Perché ogni tappa, in fondo, è la stessa storia raccontata da una voce diversa — quella di chi prova a riportare l'arte in mezzo alla gente, o a strapparla al tempo che la vorrebbe dimenticare. E allora comincio dalla più vicina in ordine di tempo, Spoleto.

Tutto è cominciato venerdì 26 giugno, data in cui la 69ª edizione del Festival dei Due Mondi ha alzato il sipario sotto una direzione artistica nuova, quella di Daniele Cipriani, affiancato da Leo Muscato come consulente per l'opera e la prosa e da Beatrice Rana per la musica classica. Il tema scelto è "Radici", e Cipriani lo riassume non con una parola ma con un gesto: «Un abbraccio», dice, ideale e universale, capace di rimettere la danza al centro come ai tempi d'oro del Festival, sorella alla pari di musica, opera e teatro. Diciassette giorni, oltre cento appuntamenti, sette prime mondiali, più di mille artisti da ventisette Paesi: numeri che dicono poco se non si traducono in scelte, e qui le scelte ci sono. Beatrice Rana, al suo primo cartellone da consulente, rivendica con emozione di lavorare su un palcoscenico che Menotti costruì con visione quasi settant'anni fa, dove accanto ai grandi nomi internazionali — Yannick Nézet-Séguin con la London Symphony Orchestra e Yuja Wang il 3 luglio, Gianandrea Noseda e la Filarmonica del Regio di Torino nel concerto finale del 12, Arcadi Volodos, Mario Brunello, Giovanni Sollima — trovano spazio i giovanissimi destinati a contare nei prossimi decenni. E poi i due fuochi pop in Piazza Duomo, "MIKA Symphonique" il 30 giugno e Arisa il 9 luglio, la prosa di regia con Peter Stein, la Basilica di San Salvatore che riapre dopo dieci anni per le "Eumenidi" di Serena Sinigaglia, il jazz del Lincoln Center che ogni notte trasforma Palazzo Collicola in un club a cielo aperto.