Egregio direttore, vedo che anche il Gazzettino si impegna a sparare sul nuovo movimento del generale Vannacci. L'articolo sui pregiudicati che sarebbero presenti in Futuro Nazionale ne è un esempio evidente. Si usano pochi casi per screditare un movimento. Ma saranno gli italiani a decidere chi ha ragione. M.Z. Venezia

La risposta del direttore de Il Gazzettino, Roberto Papetti Caro lettore, non abbiamo screditato nessuno, ma raccontato fatti. Che, come noto, talvolta possono risultare un po' indigesti a qualcuno. Succede. Ma le chiedo: c'è qualcosa di sbagliato o anche solo di non corretto nel nostro articolo sui neo-vannacciani con qualche problema giudiziario? Se così fosse saremmo pronti a fare ammenda. Ma non accadrà perché le notizie che abbiamo pubblicato erano tutte verificate. E del resto la tambureggiante campagna acquisti che l'ex generale inventatosi leader politico sta conducendo, lo espone inevitabilmente al rischio di imbarcare qualcuno con la fedina penale o i trascorsi politici non proprio immacolati. Vannacci è diventato famoso per aver scritto un libro dal provocatorio titolo "Il mondo al contrario", in cui si scagliava contro la deriva woke e il conformismo del politicamente corretto. Ma il modo in cui si sta muovendo per ritagliarsi uno spazio nell'agone politico nazionale non ha nulla di controcorrente. Anzi sfrutta un'attitudine tipicamente italiana: quella di salire sul carro dei vincitori. O presunti tali. Basta scorrere l'elenco di molti suoi neo-adepti. Troviamo un ragguardevole numero di esponenti politici specializzatisi nella loro carriera nell'arte del cambio di casacca. Accanto a loro ci sono un discreto numero di consiglieri e parlamentari eletti nelle liste di altri partiti che improvvisamente hanno però capito, tutti insieme e tutti nello stesso momento, che in realtà il loro profeta era l'ex generale e si sono trasferiti, armi e bagagli, sotto le insegne di Futuro Nazionale mantenendo però la poltrona e gli incarichi che avevano ottenuto candidandosi nelle liste di altre forze politiche. Altra tipica usanza italiana. Per carità: nulla di nuovo sotto il sole. Sono dinamiche e tentativi di salvare la poltrona o di ottenere almeno uno strapuntino, che abbiamo visto tante volte. Basta che non ci spaccino tutto ciò con un nuovo mondo che avanza.