HomeRavennaCronacaRonaldinho può trasformare la città in qualcosa di nuovoTutto il mondo parla del Ravenna grazie all’ingaggio del brasiliano. Ma adesso serve una spinta, anche dal ComuneIl presidente del Ravenna, Ignazio. Cipriani, a Miami con RonaldinhoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciContinua dalla prima pagina di cronaca...

...schiacciato tra gli scudetti e le coppe dei campioni della pallavolo, il disinteresse degli imprenditori locali (a parte l’era di Daniele Corvetta) e delle amministrazioni (vedi come è ridotto lo stadio), oltre al tradimento di chi vive ai margini della provincia, da sempre più simpatizzante del Cesena o del Bologna.

Adesso questo si è capovolto: ovunque sul web si parla di Ravenna e di Ronaldinho, la maglia numero 10 va a ruba e bambini, giovani e anziani sognano che entri in campo almeno una volta per gonfiare la rete o disegnare un assist a Manuel Fischnaller per un gol sotto la curva Mero.

Tutto bene? Sì, però ora la città deve sfruttare questo effetto. Subito. Perché lo slancio internazionale dato a Ravenna grazie alla mossa di un presidente come Ignazio Cipriani - qualcosa che non succedeva da quando il nonno, Raul Gardini, nel 1992 gareggiò con il Moro di Venezia alla Coppa America di vela - va cavalcato. Velocemente. E non basta annunciare genericamente che tutto questo sarà un volano per il turismo, bisogna darsi da fare tutti insieme. Ravenna è indietro - storicamente - nelle infrastrutture: difficile da raggiungere in auto o in treno, con un nuovo palazzetto dello sport incartato tra cantieri in ritardo e costi lievitati e appunto con uno stadio vecchio e per lo più inagibile. Dove tra tira e molla, annunci e comunicazioni non chiare, solo da pochi giorni sono iniziati i lavori per demolire e rifare in piccola parte la vecchia tribuna distinti, aumentando la capienza da circa 5mila posti a poco più di 6mila entro l’inizio del 2027.