Il vincitore dell'ultimo Sanremo riceverà la laurea honoris causa dal conservatorio di Benevento. In quell'occasione farà un discorso sul fallimento come occasione per ripartire. E non si risparmia in alcuni commenti su politica e le polemiche che lo avevano travolto. Il ricordo più doloroso dello scontro con il giornalista del Corriere della Sera: «Mia madre pianse»

Sal Da Vinci sulla politica italiana ha una certezza, un po’ furbetta: di sicuro a convincerlo di più oggi non sono gli uomini, ma le donne. Se la cava così il vincitore di Sanremo intervistato sul Messaggero da Andrea Scarpa che gli chiede chi gli piace di più come comunicatore politico tra l’ex generale, la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein: «Non sono un esperto – dice il cantante – ma al momento in politica trovo più interessanti le donne». Niente nomi da parte sua, se non uno: quello di Roberto Vannacci. Propio dal generale dato in grande ascesa nelle ultime settimane, Sal Da Vinci decide di prendere le distanze. Complice le dichiarazioni a Otto e mezzo su La7 dell’eurodeputato ex leghista sugli omosessuali che dovrebbero essere già soddisfatti perché possono curarsi negli ospedali e guidare. Sal Da Vinci sul tema dice chiaro e tondo: «Per quanto riguarda Vannacci non condivido nulla di quello che dice su tutto il mondo Lgbtq+. Nessuno può dire a una persona come amare o che il suo modo di amare è sbagliato. È una questione di pura libertà».