Nel corso della notte, velivoli da combattimento della Marina e dell’Aeronautica degli Stati Uniti hanno colpito dieci obiettivi militari iraniani in diverse località all’interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco con droni dell’Iran contro la petroliera «Kiku».

Lo ha reso noto il Comando Centrale statunitense in un post su X.

Donald Trump ha avvertito l’Iran che «non esisterà più» se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro.

«I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura», ha dichiarato in risposta alla situazione il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. Tali azioni, prosegue la nota, violano la Carta delle Nazioni Unite e il protocollo d’intesa recentemente firmato tra i due Paesi. Il dicastero, citato dall’Irna, ha ribadito che «l’Iran è determinato a difendere la propria sovranità nazionale e l’integrità territoriale contro le aggressioni militari statunitensi».