PADOVA - Non è il Seattle Grace Hospital, ma il Monoblocco ad avere puntati su di sé riflettori ed obiettivi; non è "Grey's Anatomy", ma "500 battiti" ad avere portato gli attori nei diversi reparti e le telecamere a scorrere sui carrelli nei corridoi di via Giustiniani. È l'ospedale di Padova, infatti, il protagonista delle inquadrature televisive del medical drama che andrà in onda su Hbo. Sebbene siano passati trent'anni da quando "E.R." raccontava per primo la realtà dei reparti di emergenza, la nuova produzione di Cattleya dimostra che la quotidianità ed il dietro le quinte dei medici in prima linea continua ad appassionare gli spettatori di ogni continente. Così se ieri, da mattina a sera, parte del Pronto soccorso è diventata un set popolato da cameraman, microfonisti, macchinisti ed attori, da qualche giorno appena alle spalle degli edifici dell'Azienda ospedaliera piazzale Pontecorvo si è trasformato in un backstage in pieno stile Cinecittà.
Tir e camerini Non sono potuti passare inosservati, infatti, i tir parcheggiati accanto alle grandi arcate romane della porta del secondo secolo. «È il quarto giorno che sono qui», rivela un negoziante, la cui vetrina è messa in ombra dai bolidi bianchi con la scritta rivelatrice "Cinetecnica". «Prima erano in Prato della Valle, mentre ora stanno girando alcune scene al Pronto soccorso perciò si sono appostati nel punto più vicino, per creare la loro base», spiega un altro passante ben informato dopo giorni di pedinamenti nell'ex Foro boario, dove molte scene sono state girate in notturna. Una base, quella di Pontecorvo, su cui cadono gli sguardi di tutti i curiosi attratti dal camion dedicato alla sartoria, da dove sbucano camici di diverse misure e colori, e a quello usato per il trucco e parrucco. Ma per lo più i padovani si aggirano intorno al mega tir dei camerini, chiedendosi se tra Carolina, Tommaso, Lele, Sara, ovvero i nomi dei personaggi scritti nei cartelli sulle porte serrate, ci sia anche qualche attore famoso. Di certo di ben noto ai padovani nella serie c'è Andrea Pennacchi che, sebbene faccia parte del cast, sembra non comparire nelle scene di questi giorni, ma essere destinato alle riprese nella capitale, con un personaggio che a quanto pare non giocherà in casa. Accanto a lui nei sei episodi della serie ci saranno Linda Caridi come protagonista, Andrea Arcangeli, Mario Sgueglia, ma anche Camilla Filippi, Giorgio Montanini, Samuele Teneggi e Anna Bellato. Caridi sarà, infatti, la cardiochirurga Carolina Mattei, colei che intreccerà la sua vita fatta di tante debolezze, con la forza e la cura che per professione dedica agli altri, dove tante volte si entra in gara contro il tempo, non appena un cuore diventa disponibile per un trapianto. E non è un caso se i momenti di maggiore tensione sono ambientati nel reparto di Cardiochirurgia dell'Ospedale di Padova, nei locali intitolati a Vincenzo Gallucci, il cardiochirurgo che con la sua équipe realizzò nel 1985 il primo trapianto di cuore in Italia, proprio a Padova.Vita e morte Se qui vita e morte si scambiano i ruoli ogni giorno tra le abilità di professionisti in camice bianco che vivono le sale operatorie nella realtà, nella finzione a fare impugnare bisturi e pinze agli interpreti è la sceneggiatura di Peppe Fiore, Bernardo Pellegrini e Virginia Virilli che hanno firmato gli episodi diretti da Stefano Lodovichi, supervisore artistico della serie, e da Alice Filippi. Per l'Azienda Ospedale-Università Padova l'operazione è iniziata diversi mesi fa, con le prime richieste da parte della casa di produzione affinché fossero messi a disposizione locali e spazi, al chiuso e all'aperto, coi tempi lunghi delle procedure burocratiche, ma per i suoi collaboratori trovarsi all'interno di un set è stata una vera sorpresa di questi giorni. «Ci eravamo accorti dei grandi camion a Pontecorvo, ma non sapevamo di cosa si trattasse - raccontano alcuni infermieri -. Poi ci è arrivata la comunicazione di lasciare liberi alcuni spazi nel parcheggio per andare incontro alle necessità delle registrazioni. Gettare un occhio dalle finestre nei momenti di pausa, per sbirciare le scene girate sulla rampa di accesso o capire quello che accadeva nel piazzale, è stato un piacevole diversivo in questo sabato di lavoro così caldo. Al di là delle difficoltà di ingresso di cui eravamo stati allertati, la produzione non ha creato problemi operativi: è rimasta circostanziata in pochi spazi e ha scelto il sabato perché ci sono meno pazienti». Se la miniserie prevede 13 settimane di lavoro, la tappa padovana è di 6 giorni, mentre per altri 3 si girerà a Bolzano e la gran parte del lavoro verrà fatto a Roma, soprattutto per quanto riguarda le scene di interni. Romana è anche gran parte della troupe, composta da un centinaio di persone che in questa settimana sono state adottate dalla città e che hanno alloggiato da lunedì all'hotel Mantegna. Una corsa contro il tempo, quella della troupe tenuta a rispettare la scaletta delle riprese, che va di pari passo a quella del racconto dove quando si rende disponibile un cuore da trapiantare, inizia il conto alla rovescia per trasportare l'organo e salvare una vita. Una corsa in cui la stessa protagonista Carolina si scopre paziente, riscontrando che inizia a cedere anche il suo stesso cuore. Il tema del trapianto torna a Padova da protagonista in "500 battiti" e fa inorgoglire anche chi questa realtà la vive ogni giorno al di fuori della fiction. «È bello sapere che la nostra struttura continua ad essere presa a riferimento nei racconti legati alla sanità. Siamo un esempio», sorride un'infermiera inforcando la bici per tornare a casa a turno finito. Alle sue spalle il sole tramonta dietro gli ultimi ciak.







