Nei primi dieci minuti di The Pitt, la nuova serie medica dai produttori di E.R., trionfatrice agli Emmy, succedono le seguenti cose: il dottor Michael “Robby” Robinavitch (Noah Wyle il dottor Carter della serie anni Novanta) arriva al reparto di urgenza dell'ospedale Trauma Medical Center di Pittsburgh noto affettuosamente come “The Pitt”. Con il suo carico di competenza, energia, carisma e stress post traumatico derivante dalla pandemia che ha attraversato.
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Qui trova il collega che ha appena staccato dal turno di notte che riflette sul destino amaro di un veterano che, dopo essere sopravvissuto a tre missioni senza un graffio, è stato investito sulle strisce pedonali da un ubriaco. Lo fa pericolosamente affacciato oltre la balaustra del terrazzo all'ultimo piano dell’ospedale e quando Robinavitch gli dice: “Il nostro mestiere comporta incubi, ulcere, tendenze suicide. Se salti nel mio turno saresti veramente sgarbato” strappa al collega una battuta: “Non vorrei mai essere tuo paziente”.
The pitt - trailer. La serie medica dagli autori di "ER" arriva a settembre su Sky
Nel frattempo la dottoressa Collins (Tracey Ifeachor), vomita ogni mattina ma non ne ha parlato con nessuno perché lo farà “quando arriverà alla dodicesima settimana”, la caposala Dana Evans (Katherine LaNasa anche lei premiata con l’Emmy) le dice “vorrei dirti che passa ma io ho vomitato per sei mesi quando ero incinta di mia figlia”) e un nuovo gruppo di specializzandi e tirocinanti entra a far parte del sovraffollato e sotto-organico pronto soccorso. Nel frattempo c'è un'adolescente incinta, che aspetta da tre ore di essere operata per occlusione intestinale, un paziente che da giorni deve essere trasferito nel centro di salute mentale e scappa nudo per l'ospedale. E poi tutti i casi di giornata: gli anziani che arrivano moribondi dalle case di cura, le vittime di incidenti e traumi, un atleta con un'insufficienza renale. Ogni episodio (sono 15 in tutto) è un’ora di turno vissuta al limite, si parte con il turno 7- 8 e avanti così con le vite e i destini di medici, infermieri e pazienti che si intrecciano in un ritmo senza fiato in cui lo spettatore è coinvolto come se fosse lì. Unica concessione a un tempo altro è quello che affonda nei ricordi del Covid. Quattro anni prima è morto il mentore del dottor Robby, il dottor Collins, il trauma della pandemia non è superato, ma chi si prende cura di chi cura gli altri?









