Rilanciando il medical drama a un livello di prestigio paragonabile a quello dei migliori capostipiti, la serie “The Pitt”, ideata da R. Scott Gemmill per il servizio Max, ha saputo imporsi sulla scena televisiva come pochi si sarebbero aspettati. Avvalorata dalla presenza, tra i suoi protagonisti, di Noah Wyle - un veterano della categoria tornato a correre tra i reparti d’ospedale come ai tempi del Dott. Carter in “E.R. - Medici in prima linea” - lo show ha catturato l’attenzione del pubblico fin dal suo debutto, grazie a un estremo grado di realismo e a una narrativa che coniuga la riflessione critica con una chiara attenzione verso la componente umana.
Seguendo una struttura in cui ciascun episodio copre un’ora di un intero turno ospedaliero, “The Pitt” è ambientata all’interno del Trauma Medical Center di Pittsburgh, una struttura medica fittizia in cui si rispecchiano le problematiche tipiche del sistema sanitario: dalle difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali tra colleghi e pazienti agli ostacoli posti da una dirigenza più orientata al bilancio che alla tutela delle cure. Nel pieno del sovraffollamento e dei ritmi estenuanti, il dottor Michael Robinavitch si troverà nel frattempo a gestire i quattro giovani membri del suo staff, preparandoli a un ambiente in cui non c’è spazio per cedimenti o distrazioni.







