Genova - Non è un prodotto facile da recensire, il nuovo Google Home Speaker: è fatto bene, funziona bene e ha molte caratteristiche interessanti, però alcune delle cose che può fare sono le stesse che si possono già fare attraverso uno smartphone e anche ha qualche debolezza che francamente non ci saremmo aspettati. In vendita in Italia da qualche giorno, dopo essere stato presentato a metà giugno (qui i dettagli), è un assistente domestico le cui peculiarità sono la profonda integrazione con Gemini, la più nota fra le intelligenze artificiali di Google, e una maggiore attenzione al comparto audio. Durante le nostre due settimane di test, la prima promessa ci è parsa assolutamente mantenuta e la seconda un po’ meno, come raccontiamo di seguito. XIX Tech: le ultime notizie dal mondo della tecnologia
Un dettaglio dell'interruttore per spegnere i microfoni del Google Home Speaker
Google Home Speaker, le caratteristiche tecniche Fisicamente compatto (è alto poco più di 8 centimetri), sembra una versione espansa del primo, storico Home Mini: è costruito molto bene, ricoperto di un materiale riciclato che ricorda il tessuto, con 3 zone tattili in cima che servono per alzare o abbassare il volume e per mettere in pausa la musica. Come su altri dispositivi del genere, dietro c’è un interruttore che blocca fisicamente i microfoni, così da impedire ascolti indesiderati; diversamente da altri dispositivi del genere, alla base c’è un anello luminoso che cambia colore a seconda di quello che il nuovo Home Speaker sta facendo (tendenzialmente: ascoltando, pensando, rispondendo). È un’aggiunta che abbiamo apprezzato non solo per una questione estetica ma perché toglie un po’ dall’imbarazzo, tipico di questi device, di cercare di capire se abbiano sentito quello che è stato detto oppure no. Il dispositivo costa 120 euro e nel nostro Paese si può avere solo in due colori, chiaro oppure scuro (ci sembra la scelta più indicata, appunto per apprezzare meglio gli effetti luminosi dell’anello colorato), e tutta la configurazione iniziale passa dall’app Google Home: l’abbinamento con lo smartphone è decisamente semplice, è sufficiente indicare in quale stanza si trovi il dispositivo, eventualmente dargli un nome, impostare poche cose e tutto è utilizzabile da subito. Molto interessante il fatto che questo nuovo Home Speaker sia compatibile con i protocolli Thread e Matter e che possa funzionare come hub per la domotica, cui collegare tutti gli altri dispositivi presenti nell’abitazione: è una caratteristica da non sottovalutare e secondo noi è fra le principali ragioni di acquisto del prodotto. Probabilmente non lo è invece la resa sonora, nonostante che Google sembri puntarci parecchio. Intendiamoci: il dispositivo non suona male e nemmeno distorce il suono anche spingendo il volume oltre soglie poco consone alla convivenza con altri, ma ci è sembrato poco ricco, un po’ strozzato e con bassi non molto incisivi. Il driver da 58 millimetri fa quel che può, anche se la possibilità di abbinarne 2 insieme per creare una sorta di stereofonia, così come quella di collegarli al TV Streamer (che provammo a fine 2024), dovrebbero migliorare parecchio l’esperienza di ascolto.













