Il Google Home Speaker è il primo altoparlante intelligente che Mountain View costruisce esplicitamente attorno a Gemini, e arriva sul mercato come la prova più concreta di una transizione annunciata lo scorso autunno: quella che dovrebbe traghettare l'intera famiglia Google Home nell'era dell'intelligenza artificiale generativa. In Italia il dispositivo è prenotabile da oggi, 17 giugno, sul Google Store, mentre la vendita vera e propria (online e nei principali punti vendita) partirà il 25 giugno a un prezzo di 119,99 euro. Negli Stati Uniti il listino si ferma a 99,99 dollari, e la consueta forbice tra le due cifre conferma che, anche stavolta, oltreoceano si paga un po' meno. La cifra resta comunque contenuta, e non è un dettaglio secondario. Per anni gli smart speaker sono stati venduti quasi sottocosto, oggetti-civetta utili più a far entrare in casa un assistente che a far cassa sull'hardware. Quel modello non è cambiato. Ciò che cambia, e parecchio, è il cervello che si nasconde dentro la calotta di tessuto.

Dai comandi alla conversazionePer capire la posta in gioco conviene partire da una frustrazione che chiunque abbia usato un assistente vocale conosce bene: la necessità di parlare in «assistentese», quella lingua artificiale fatta di formule esatte da ricordare a memoria, pena la risposta sbagliata. È proprio questo l'ostacolo che Gemini for Home, l'assistente che debutta sul nuovo speaker, prova a smontare. Al posto delle frasi-comando arriva la comprensione del linguaggio naturale, con un margine di ragionamento che permette di dare istruzioni come le si darebbe a una persona.Si può usare la logica in una richiesta («Spegni tutte le luci tranne l'abat-jour del comodino») e affidarsi al fatto che l'assistente capisca l'eccezione. Si possono impacchettare più ordini in un'unica frase, risparmiando fiato e tempo: «Abbassa le luci della cucina, metti un po' di musica rilassante e imposta un timer di venti minuti». E ci si può perfino correggere a metà discorso, senza ricominciare da capo: «Spegni la macchina del caffè… anzi, accendila». Un po' come avviene con il cambio di passo imposto da Amazon attraverso Alexa+.Il salto più ambizioso riguarda però il ragionamento a più passaggi. Chiedendo che tempo farà alla prossima partita della propria squadra del cuore, l'assistente dovrebbe risalire da solo a quando si gioca, dove e con quali previsioni a quell'ora, restituendo una risposta già messa insieme. È il genere di catena logica che gli assistenti di vecchia generazione non sapevano gestire, e che i modelli linguistici rendono finalmente plausibile. A reggere il tutto c'è una memoria di breve termine: Gemini conserva il contesto della conversazione e segue il filo del discorso, così da permettere domande di approfondimento o catene di richieste senza dover ripetere ogni volta i riferimenti. Con la funzione Continued Conversation, poi, il microfono resta aperto per qualche istante dopo la risposta, e si può rilanciare senza ripartire dall'immancabile «Ok Google». Una comodità che ora, per la prima volta, è disponibile in tutte le lingue supportate, italiano compreso. A completare il quadro, dieci nuove voci dal suono più naturale tra cui scegliere.