Quale ingenuità ha spinto i sodali del clan che hanno trasformato un locale tecnico dell’Ipercoop «Mongolfiera» di Japigia in una cupa? Un posto sicuro dove nascondere armi e droga, ma anche controllato trattandosi di uno spazio che funge da centrale di smistamento degli impianti di raffreddamento e di riscaldamento del centro commerciale. Un locale dove si accede dall’interno del parcheggio e dove presunti affiliati del clan Parisi, stando ai sospetti dei carabinieri, avevano nascosto 60 kg di marijuana, 9 kg di hashish e 3 kg di cocaina. Droga sistemata in un borsone lasciato in prossimità dell’ingresso della stanza collocata al piano meno uno. Più difficile, invece, arrivare alle armi: 5 pistole ben conservate, tra cui una leggerissima Glock, una corta a tamburo e una di piccolissime dimensioni «tascabile», corredate di mille munizioni. Armi forse rubate o acquistate attraverso chissà quali canali. Pistole con matricole integre, sulle quali sono in corso accertamenti biologici, dattiloscopici e balistici; oltre quelli relativi alla provenienza.
Una cupa che il clan era certo che nessuno avrebbe notato, visto il viavai che si crea all’interno di un centro commerciale. Ma i sodali non hanno forse fatto i conti con le telecamere sistemate ovunque e con l’insolito andirivieni al piano meno uno di personale estraneo a quello deputato alla manutenzione degli impianti.







