“Qua al quartiere San Paolo non si può vivere più”. I portici delle case popolari della zona Santa Cecilia non erano più dei cittadini, ma facevano da sfondo ai summit per le riunioni criminali del clan Strisciuglio. E ancora, estorsioni quotidiane - anche da 50mila euro - a cantieri e attività commerciali. Parte da qui l’indagine “Lockdown”, condotta dal nucleo operativo della compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, partita dal settembre 2019 e proseguita fino a maggio 2023, con il costante coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Bari.
Estorsioni ai cantieri, a Bari la telefonata disperata al 112: "Aiutateci, non si può più vivere"
Gli indagati complessivi sono stati 28, ma per 13 di loro sono state accolte le misure cautelari per “associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose”.
Il metodo applicato dal clan era sempre lo stesso: gravi e sedimentate forme di prevaricazione. L’ordinanza cautelare ha permesso di delineare, quindi, gli assetti organizzativi e i ruoli ricoperti dai “battezzati” con i riti di affiliazione, assieme alle dinamiche interne alla compagnia e alle attività commesse dai membri del clan per il predominio della zona, soprattutto per quanto riguarda il traffico di droga e le estorsioni ai cantieri.






