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di Salvatore Ferro
28 Giugno 2026, 06:30
Soltanto mercoledì scorso, il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo lo aveva annunciato ai capigruppo, non senza gaudio. A luglio sala delle Lapidi sarebbe stata riconsegnata al Consiglio e alla città. Ma ogni capitolo di questo libro parla di proroghe, e la data si sposta ancora, di 120 giorni, rispetto alla richiesta del sodalizio temporaneo di imprese appaltatrici: quattro mesi che alla data della determina del dirigente, sono due: ultima data conosciuta, il 12 settembre. La richiesta delle ditte era di 150 giorni, ben cinque mesi. Incompiuti ancora, da pec dell’appaltatore dell’8 giugno, il restauro del soffitto ligneo, il restauro delle lapidi, il nuovo corpo bagni, il locale riserve idriche, il ripristino degli atrii di ingresso da vicolo Santa Caterina, l’atrio centrale.
Il taglio del nastro della sala e del percorso di accessibilità attraverso il delicato pavimento, era stato rinviato già dalla prima promessa di consegna a settembre 2025, poi gennaio 2026, ancora maggio e quindi giugno, per approdare poi a luglio. Ora, settembre. Ma ora basta, dice Tantillo: «Cerchiamo di non farne un dramma, ma la delusione c’è. Non un altro ritardo sarà tollerato, quella del 12 settembre deve essere l’ultima data, certa e perentoria. Ringraziamo davvero la Città metropolitana con la messa a disposizione di sala Martorana, ma la sistemazione ha limiti oggettivi e abbiamo assoluto bisogno dei nostri locali per lavorare bene».








