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Paloschi (hotel Principe): "Lo chiedono tanti turisti. A Cesenatico regole meno rigide sul bagno per Fido"

Cani al mare: facciamo chiarezza. A prendere la parola è Giulia Paloschi, la titolare dell’hotel Principe for pet lovers, dopo le (centinaia) di mail inviate in questi giorni al Comune, da parte di turisti e non solo, per aumentare gli orari per il bagno dei cani. "La questione – premette Paloschi – non riguarda l’accesso indiscriminato dei cani a tutte le spiagge del territorio comunale, né la richiesta di istituire nuove aree dedicate. La richiesta riguarda esclusivamente la possibilità di consentire la balneazione dei cani, con orari più ampi rispetto a quelli attuali, negli stabilimenti balneari già autorizzati e attrezzati come pet friendly". Perché "oggi a Rimini, l’ordinanza comunale consente la balneazione dei cani soltanto dalle 6 alle 8.30 e dalle 18:40 alle 21". Per Paloschi "i tratta di fasce orarie molto limitate, che di fatto rendono difficile usufruire del servizio durante la giornata, soprattutto per quei turisti che scelgono Rimini proprio perché viaggiano con il proprio cane". Alle tante mail arrivate l’amministrazione aveva risposto spiegando di attenersi "alle prescrizioni regionali e dell’Ausl". Per Paloschi – così come per molti turisti che hanno scritto al Comune – le cose stanno diversamente. "Nelle risposte date dal Comune non è stata indicata alcuna norma specifica, né alcun provvedimento da parte dell’Ausl, né alcun parere formale che vieti una regolamentazione più ampia. È stato fatto riferimento in modo generico a prescrizioni regionali e sanitarie, ma senza indicare l’atto su cui tali limitazioni si fonderebbero". Tanto più che "in altre località della Romagna, come Cesenatico ad esempio, la balneazione dei cani è disciplinata con modalità differenti e con orari più ampi. Questo dimostra che il tema non è cani sì, cani no, ma come organizzare, in modo serio, regolamentato e responsabile, un servizio chiesto da un numero sempre più rilevante di turisti". Per questo "chiediamo se il Comune abbia mai chiesto formalmente, a Regione e Ausl, la possibilità di ampliare gli orari di balneazione negli stabilimenti già autorizzati, e per quale motivo altre località della Riviera romagnola applichino regole differenti. La protesta non nasce da una polemica sterile, ma da tante persone che frequentano Rimini, la amano e contribuiscono alla sua economia turistica".