Suona la sveglia. Sono le sei. Un ragazzo si alza, si mette seduto sul letto. Mentre si prepara ed esce di casa, sentiamo la sua voce fuoricampo: “Prego sempre prima di dormire: fa’ che una malattia m’impedisca di alzarmi, così non dovrò andare a scuola. Fa’ che m’investano, così tra due anni potrò diplomarmi da casa. La morte non mi spaventa. A farmi più paura è questa scuola infernale”. Arrivato nel cortile del liceo, il ragazzo alza gli occhi e vede un compagno sul cornicione, pronto a buttarsi.
Quel compagno era preso in giro e malmenato da un gruppo di studenti, e ora che è morto lo stesso trattamento è riservato al ragazzo che abbiamo conosciuto pochi minuti prima. Finché arriva un misterioso uomo in giacca, camicia e pantaloni neri che in corridoio, davanti a tutti, dà una lezione a uno dei bulli picchiandolo senza pietà.
È l’inizio di Teach you a lesson (in italiano Lezioni vere), la serie sudcoreana che da due settimane domina la classifica globale di Netflix per i contenuti non in lingua inglese. Al primo posto in 45 paesi, tra cui Corea del Sud, Turchia, Egitto, Cile e Bangladesh, è nella top 10 in quasi la metà dei mercati in cui opera la piattaforma. La stampa sudcoreana è entusiasta: il Seoul Economic Daily prevede che diventerà “uno dei maggiori successi dell’anno”, mentre TV Daily mette in risalto la chimica tra i protagonisti, definendola “impressionante”. All’estero è lo stesso: la rivista statunitense Forbes si sbilancia parlando di “una delle uscite più intelligenti, meglio scritte e appaganti del 2026”. Su IMDb sfiora 9 punti su 10.








