Le guance paffute, i capelli biondo grano e gli occhi che si chiudono quando lo si sdraia. Il mito di Cicciobello, l’icona della Sebino che ha segnato l’infanzia di mezza Italia, sta richiamando in queste ore visitatori da tutta la Lombardia all’Auditorium Villa Zoia di Concorezzo. La mostra, in corso questo fine settimana, si sta trasformando in un grande amarcord collettivo. Dietro il successo dell’evento, organizzato con l’associazione Agp Cuncuress, c’è la passione del collezionista Sandro Nigro e un ricordo d’infanzia del 1986. Allora bambino, Nigro rimase folgorato da un modello rarissimo di colore, l’“Angelo Negro”. Un lampo rimasto impresso per quarant’anni fino al 2024 quando, tramite i social, quel desiderio è diventato una caccia forsennata lungo lo Stivale. Per radunare gli esemplari oggi esposti ci è voluto un anno di alzatacce e ricerche tra mercatini delle pulci e fiere vintage. Così in queste ore il pubblico può ammirare una galleria di modelli riportati allo splendore originale grazie a pazienti restauri conservativi. A fare da contorno ci sono gli accessori d’epoca che fotografano, come uno specchio, i consumi e i sogni del Paese negli anni Sessanta.

"Un successo oltre che va oltre le aspettative", dice Nigro. Da ieri, la processione in Villa Zoja è stata senza sosta tra emozione e nostalgia. I visitatori stanno portando i propri vecchi bambolotti per una foto di gruppo e donando scatti d’epoca della propria infanzia. Immagini che alimenteranno il grande “Album dei Ricordi”, un mosaico sentimentale della comunità. L’esposizione è aperta anche oggi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.30. Ingresso libero.