C’è un musical che non esiste, ed è l’innesco di un musical che invece esiste. Quello che non esiste, del quale abbiamo solo qualche assurdo e spassosissimo brano, si chiama Springtime for Hitler: è un’allegoria romantica del nazismo, scritta da un nostalgico appassionato di piccioni viaggiatori e di ballo di fila. Quello che esiste, per fortuna, si chiama The Producers — in Italia conosciuto a lungo come Per favore, non toccate le vecchiette, vai a capire perché. È uscito al cinema nel 1967, scritto e diretto da Mel Brooks, al secolo Melvin Kaminsky, un comico e autore televisivo che aveva imparato a far ridere in Germania durante la seconda guerra mondiale, da soldato, quando da ridere c’era poco e niente, e che aveva capito che quella sarebbe stata la sua carriera vendendo battute per la televisione e facendo coppia con Carl Reiner in una serie di sketch che li avevano resi entrambi quasi famosi.
"The Producers", di Mel Brooks (1968)
Brooks, nato a Brooklyn il 28 giugno del 1926, oggi compie cento anni. «Tutti gli altri sono morti, io mi sento abbastanza bene, ma sono anche un po’ stufo», ha detto in una recente intervista. La sua convinzione, disarmante per quanto semplice, è sempre stata quella che con la comicità si potesse disinnescare la sacralità del potere. Nel 1967 il nazismo era storia recente. Erano passati appena ventidue anni dalla fine della guerra e dallo svelamento degli orrori dei campi di sterminio. Molti non erano ancora pronti a una manica di SS che ballano il can-can in tulle come al Moulin Rouge. Ma Brooks era convinto: «Con la comicità non uccidiamo Hitler, che d’altra parte ci ha già pensato da solo», ha dichiarato all’indomani dell’Oscar alla migliore sceneggiatura. «Sopprimiamo il suo mito duraturo, trasformiamo la sua memoria in qualcosa di inoffensivo e facciamo in modo che a nessuno venga più la tentazione di tornare indietro».










