Un paio di mesi fa, il regista di «Frankestein jr» aveva annunciato il sequel di «Balle spaziali».

Domenica Mel Brooks sta per spegnere cento candeline. Nato a Brooklyn il 28 giugno 1926 come Melvin Kaminsky, il comico, regista e autore di classici come Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Frankenstein jr, Robin Hood un uomo in calzamaglia e tanti altri capolavori immortali arriva al traguardo del secolo con la stessa vena ironica di sempre. Come racconta Jake Coyle in un ritratto firmato per l’Associated Press, l’attesa della ricorrenza è diventata materiale comico: Judd Apatow ha intitolato il suo documentario retrospettivo «Mel Brooks: The 99 Year Old Man!», giocando con uno dei suoi personaggi più celebri. Nel film Brooks lo riassume così: «Sono nato per far ridere la gente. Quindi è quello che faccio». Cresciuto a Williamsburg, dopo la Seconda guerra mondiale si fa le ossa nei Borscht Belt finché Sid Caesar lo assume come autore per lo «Show of Shows», dove incontra Carl Reiner, amico per la vita e complice negli sketch del 2000 Year Old Man, l’uomo antico bersagliato di domande anche su Gesù: «Un ragazzo magro. Portava i sandali. Andava sempre in giro con altri dodici tizi».

L’infanzia, la donazione al National Comedy Center e l’ironia sulla morte