Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiJames David Vance, attuale Vice-presidente degli USA, ha pubblicato recentemente un secondo libro: “Communion: Finding My Way Back to Faith” (Comunione: trovando la mia strada di ritorno alla fede), nel quale descrive il percorso che lo ha portato dal cristianesimo evangelico all’ateismo militante e, da ultimo, con una conversione a U, al cattolicesimo. Il primo libro, “Hillbilly Elegy - A Memoir of a Family and Culture in Crisis”, pubblicato nel 2016, raccontava la vita degli esclusi della Rust Belt – persone alla deriva, senza lavoro, tossicodipendenti, compresa sua madre – della cosiddetta “cintura della ruggine”, che comprende l'area geografica degli Stati Uniti nord-orientali e del Midwest. Se “Elegy” è il racconto di un esodo fortunato da una terra desolata, “Communion” racconta la seconda tappa di un’odissea intellettuale, quella della resurrezione-conversione finale al cattolicesimo. David Baker, opinionista del Wall Street Journal, avanza più di un dubbio: il “vuoto” di cui parla Vance è “a forma di Dio” o di “sondaggio politico”? Vance si converte a Roma e vuol convertire Roma a sé?
L’Economist si chiede maliziosamente se il Sant’Agostino prediletto da Vance sia quello che nelle Confessioni chiede a Dio: “Da mihi castitatem et continentiam, sed noli modo” (“Concedimi la castità e la continenza, ma non subito”).











