di
Gian Guido Vecchi
Il Pontefice ha chiuso sabato sera nell’Aula Nervi il secondo concistoro straordinario. Prevost intende governare la Chiesa coinvolgendo il collegio cardinalizio più di quanto non sia accaduto durante il pontificato di Francesco
«Questi giorni rafforzano la mia speranza, non soltanto per ciò che abbiamo condiviso ma per il modo in cui lo abbiamo fatto. In un tempo segnato dalla polarizzazione, anche il modo con cui la Chiesa ascolta e dialoga diventa parte del suo annuncio». Leone XIV ha chiuso sabato sera nell’Aula Nervi il secondo concistoro straordinario del suo pontificato, dopo quello di gennaio, una riunione con i cardinali di tutto il mondo che si ripeterà, ha confermato, ogni anno. Prevost intende governare la Chiesa coinvolgendo il collegio cardinalizio più di quanto non sia accaduto durante il pontificato di Francesco. Lo aveva detto già all’inizio delle sessioni, venerdì, ai 171 cardinali presenti: «Il ministero che il Signore mi ha affidato non può essere vissuto da solo…Conto su di voi perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli».














